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Martedì 07 Luglio 2009

Luglio

UN INTERESSANTE REPORT DI EMMA BARIOSCO

Il colore dei capelli dipende da un pigmento, la melanina, prodotta da cellule specializzate, i melanociti, la cui attività si riduce progressivamente man mano che le cellule invecchiano. Alcuni ricercatori dell’università Johannes Gutenberg di Mainz, Germania, e dell’università di Bradford, Gran Bretagna, hanno scoperto per la prima volta i meccanismi molecolari alla base di questo processo.

I radicali liberi reattivi all’ossigeno – spiegano gli scienziati - giocano un ruolo-chiave nella perdita di colore dei capelli. “La causa dell’intero processo è il perossido di idrogeno, – spiega il professor Heinz Decker dell’istituto di biofisica all’Università di Mainz.

Il perossido di idrogeno (H2O2) è un prodotto di scarto del metabolismo, che viene rilasciato in piccole quantità anche dal nostro organismo. Con l’invecchiamento, però, il corpo non è più in grado di neutralizzare gli effetti di questa sostanza perché nelle cellule vecchie la tirosinasi, un enzima che separa il perossido di idrogeno nelle sue due componenti di base (acqua e idrogeno) è presente in minor concentrazione. L’acqua ossigenata, quindi, si accumula nel bulbo pilifero, bloccando la sintesi del pigmento colorante: la melanina. L’ossidazione provocata dal perossido di idrogeno non interferisce solo con la produzione di melanina, ma blocca anche altri enzimi necessari per riparare le proteine danneggiate. Il risultato è una reazione a catena, fra cui la graduale perdita di pigmentazione del capello, dalla radice alla punta.

Grazie a questa ricerca, gli scienziati sono riusciti a risolvere a livello molecolare il mistero del perché i capelli con l’età perdono il colore. Non solo, hanno anche aperto una nuova strada per le future terapie anti vitiligine, un disturbo della cute che consiste nella sua depigmentazione. La melanina, infatti, è un pigmento che colora non solo i capelli ma anche la pelle e gli occhi.